La Storia

La Storia della Residenza

Un’ impronta di arte e cultura

La Residenza Ruggi d’Aragona è una suggestiva dimora storica incastonata in un edificio, Palazzo Compagna, risalente al XVI secolo, che sorge nella parte antica di Cosenza, Corso Telesio, cuore pulsante di arte e cultura e crocevia di saperi e tradizioni che fanno oggi della città dei Bruzi una fervida e positiva realtà del Sud Italia. La Residenza Ruggi d’Aragona vanta una location invidiabile. E’ situata, infatti a pochi passi dal Duomo di Cosenza – dal 2011 riconosciuto come patrimonio testimone di cultura di pace dall’UNESCO e dove sono conservati due importanti mausolei, quello di Enrico VII di Germania e quello di Isabella D’Aragona. Poco distanti anche lo storico Caffè Renzelli, la Biblioteca Nazionale, gli scavi archeologici, il Castello Svevo, il Palazzo del Governo, il Teatro di Tradizione Alfonso Rendano, la Galleria Nazionale di Palazzo Arnone, il Museo dei Brettii e degli Enotri, e numerosi luoghi di culto appartenuti a diverse epoche storiche. Sempre a poca distanza dalla Residenza, in prossimità della città nuova, si giunge alla confluenza tra il Crati e il Busento i due fiumi più importanti della città, dove, si narra che, tra mito e leggenda, sia sepolto il tesoro del Re Alarico. Un panorama emozionante che conduce poi alla centralissima Corso Mazzini, cuore nevralgico di Cosenza, dove è concentrata la vita sociale, lavorativa, turistica e culturale della città. Un vero e proprio museo all’aperto sorge lungo il percorso, un progetto artistico e di grande spessore reso possibile grazie alle donazioni di mecenati cosentini, primo tra tutti Carlo Bilotti, di cui la rinnovata piazza, sul finire del Corso, porta il suo nome.

Un viaggio nella storia

La Residenza Ruggi d’Aragona sorge su una fondazione già esistente, abitata dai nobili Compagna, una famiglia di origini siciliane il cui stemma – un leone rampante dei prìncipi Compagna di Marsiconovo- è incassato sul portone d’ingresso dell’edificio. La costruzione rappresenta uno dei massimi esempi di architettura civile cinquecentesca alla quale, ancora oggi, mantiene fede. La facciata, ampia ed elegante della struttura non ha infatti subito trasformazioni. Spaziosa e signorile, con finestre, balconi ed elementi decorativi. Corte interna e scale circolari. Per molti anni, accanto al Palazzo si ergeva l’imponente mole della torre campanaria, crollata successivamente a seguito del terremoto del 1638. Il XVII secolo fu il periodo del cambiamento. Molti edifici, infatti, divennero destinazioni abitative e di rappresentanza. Alla famiglia dei Tarsia – primi proprietari del palazzo – successe, negli anni dell’800 il barone Compagna di Corigliano, un facoltoso aristocratico che accumulò notevoli ricchezze. Nel 1872 Donna Maria Bianca Gallone, dei prìncipi di Tricase, IX Principessa di Marsiconovo, sposò il nobile senatore Francesco Compagna, Cavaliere dell’Ordine di Malta. Il loro primogenito divenne il decimo principe di Marsiconovo. Lo stemma acquisì così la corona regale ed è ravvisabile attualmente anche nel Quadrato Compagna a Schiavonea, nella Marina di Corigliano Calabro, nella Chiesa di Santa Maria a Nives, nel Castello Ducale di Corigliano Calabro e nel Palazzo Ducale di Palma Campania a Napoli.

 

Tra luxury e charme, un patrimonio di gran pregio

Oggi la Residenza Ruggi D’Aragona è stata accuratamente restaurata pur mantenendo quella connotazione storica e artistica che ne fanno un luogo dal fascino indiscutibile. E’ situata al secondo piano del palazzo e fin da subito, offre al visitatore la possibilità di vivere un’esperienza culturale unica e assai notevole. Al suo interno, infatti, sono conservate opere, scritti, testi e reperti appartenuti a varie epoche storiche. Importanti quadri e fotografie che immortalano le più antiche e nobili famiglie, dai Telesio ai Miceli di Serra di Leo. La parte museale della Residenza custodisce, tra l’altro, testi originali del 1500, alcuni dei quali di Bernardino Telesio e Sertorio Quattromani. Il ricco e pregiatissimo patrimonio museale della dimora d’Aragona vanta al suo interno documenti storici di grande rilevanza, fibule del V secolo di origine gotica, arredi e stoviglie del 1400 e strumenti musicali. La vera chicca, però, è rappresentata dalla suggestiva cappella privata, uno scrigno che contiene numerose reliquie e manufatti preziosi. Sul soffitto si possono invece ammirare dipinti e raffigurazioni. Poco distante si scorge la stanza della musica, rievocativa dell’allegoria e della quieta vita familiare e di relazione con un esplicito richiamo a Demetra, Dea delle messi e della famiglia. Il salone principale, dagli spazi ampi e dai soffitti affrescati – dove è raffigurata, tra l’altro anche La Primavera, dipinto su carta applicata e tela-  ospita la Clemenza di Scipione l’Africano – il generale romano che sconfisse i cartaginesi e concesse la libertà a tutti i prigionieri collaborativi, elle cui eroiche gesta si ha memoria negli scritti di Polibio. Si narra, infatti che Scipione, nonostante fosse molto incline al fascino femminile, rifiutò come preda una ragazza molto bella, catturata durante un saccheggio e decise di riconsegnare la giovane fanciulla nelle mani del padre e del promesso sposo. Un episodio illustrato nel dipinto di Cristofaro Santanna di Rende. Dunque un viaggio e un’esperienza unici nel suo genere. Vivere la Residenza, infatti, significa respirare fascino e bellezza e, allo stesso tempo, avere la possibilità di trovarsi immersi in una realtà assolutamente unica e ricercata. Un viaggio dell’anima attraversando secoli di storia e una nuova filosofia esperienziale che abbraccia, al suo interno, una nuova visione dell’accoglienza e dell’ospitalità.

 

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